Voci di Bilancio
- VOCI DI BILANCIO
brevi definizioni
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PATRIMONIO NETTO:
Differenza tra le attività e le passività patrimoniali. Indica l’ammontare dei mezzi dell’azienda che l’imprenditore (o i soci) destinano all’oggetto sociale per fronteggiare il rischio d’impresa.
Nel caso delle società per azioni o a responsabilità limitata, è la sola garanzia offerta ai creditori.
Al momento della costituzione dell’azienda a comporre il patrimonio netto sono i versamenti dell’imprenditore e/o dei soci, successivamente può essere incrementato a seguito di operazioni quali il conseguimento di un utile che porterebbe alla costituzione di riserve di utile, aumenti di capitale, la costituzione di riserve vincolate (obbligate dalla legge)ecc… .
Dal punto di vista contabile si può definire il patrimonio una quantità di valori che permette il bilanciamento tra le attività e le passività: la regola attività=passività+patrimonio netto coincide infatti con quella del dare=avere ( il patrimonio netto assume significato nel momento in cui è associato alle attività e alle passività che lo generano e lo modificano).
Nello schema di stato patrimoniale dell’art. 2424 c.c. il patrimonio netto è il primo raggruppamento del passivo (lett. A) ed è suddiviso in varie voci. In particolare si possono distinguere:
- capitale: valore nominale delle azioni/quote sottoscritte all’atto della costituzione della società, modificato da eventuali aumenti o diminuzioni di capitale;
- riserve: possono essere di utile o di capitale; di utile se si originano dalla destinazione dell’utile di esercizio; di capitale se si formano conseguentemente ad operazioni straordinarie quali l’emissione di azioni ad un valore superiore alla pari;
- utile (perdita): esprime la variazione del patrimonio in base alla redditività della gestione.
- BILANCIO
Il bilancio è il documento che riassume i dati contabili alla fine di un periodo amministrativo. È formato da:
- stato patrimoniale:l’insieme degli elementi che compongono il capitale di funzionamento, evidenzia i valori che concorreranno alla formazione dei redditi dei futuri esercizi;
- conto economico: evidenzia il risultato dell’esercizio e i componenti positivi e negativi che hanno concorso alla sua formazione;
- nota integrativa: espone tutta una serie di informazioni che permettono un migliore e più analitico esame dei valori espressi in bilancio;
Oltre a questi elementi, è prevista, a cura degli amministratori, la relazione sulla gestione, documento con cui gli amministratori forniscono ulteriori informazioni sull’andamento societario nel suo complesso e nei vari settori in cui l’impresa ha operato.
Il legislatore ha fissato uno schema per i due prospetti contabili (stato patrimoniale e conto economico), mentre per la nota integrativa è previsto un contenuto minimale .
Il bilancio assume rilevanza ed ufficialità solo dopo l’approvazione dell’assemblea dei soci che deve essere convocata entro 120 giorni dalla data di chiusura dell’esercizio.
In base all’art. 2423 c. 2 c.c., il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio.
- COSTI E RICAVI
Costi: nella determinazione del risultato di esercizio, il termine costo è riferito all’acquisto dei fattori produttivi, della forza lavoro, dei materiali, del consumo di attività (es. ammortamento) e agli oneri necessari allo svolgimento aziendale (che siano finanziari, fiscali o straordinari). Inserita in questo contesto, la nozione di costo assume significato al momento del suo sostenimento.
Nel senso tecnologico si intende un consumo di fattori produttivi in vista di uno scopo utile.
Sotto l’aspetto tecnico-monetario, si intende il valore attribuito ai consumi dei fattori produttivi e con il termine costo della produzione la somma dei valori assegnati ai fattori produttivi consumati in una determinata operazione.
In base all’attività svolta dall’impresa esistono vari tipi di costo in base all’acquisto di:
- materie prime: materie che entrano nel ciclo di produzione di altri bene, transitano nel magazzino e vengono valutate nelle rimanenze a fine esercizio;
- materie sussidiarie: compongono in misura non prevalente il prodotto finito, sono valutante nelle rimanenze con gli stessi metodi delle materie prime;
- materie di consumo: materiali vari che non compongono il prodotto ma sono ausiliari alla sua produzione (es. oli combustibili ecc…) ;
- merci e prodotti: acquisti tipici delle aziende commerciali, rientrano nelle rimanenze di prodotti finiti.
- RICAVI:
Il ricavo è la contropartita ricevuta in cambio dei beni e servizi venduti nell’arco dell’esercizio. È importante non confondere il ricavo con l’utile.
Sono costituiti dai corrispettivi per la vendita di beni e dalla prestazione di servizi. I beni che danno luogo a ricavi sono prodotti o acquistati allo scopo di destinarli alla vendita; le cessioni di beni che facevano parte delle immobilizzazioni non costituiscono quindi dei ricavi. -
STATO PATRIMONIALE:
Lo schema dello stato patrimoniale è fissato dal c.c. art. 2424 e prevede la presentazione a sezioni contrapposte dei conti all’attivo e al passivo e del patrimonio netto. - ATTIVO:
-crediti v/soci per versamenti ancora dovuti (lett. A)
-immobilizzazioni (lett. B)
-attivo circolante (lett. C)
-ratei e risconti (lett. D -
PASSIVO:
-patrimonio netto (lett. A)
-fondi per rischi ed oneri (lett.B)
-trattamento di fine rapporto (lett. C)
-debiti (lett. D)
-ratei e risconti (lett.E)
La finalità del patrimoni netto p quella di esporre il patrimoni aziendale alla data di riferimento. Lo stato patrimoniale espone in maniera sintetica ma significativa le attività e le passività dell’impresa alla data di riferimento, evidenziando distintamente i componenti la cui conoscenza è essenziale per comprendere e valutare la situazione dell’impresa.
- INVENTARIO:
L’imprenditore commerciale è tenuto a controllare l’esistenza ed il valore degli elementi attivi e passivi del patrimonio mediante la redazione di un inventario.
Tale redazione deve avvenire all’inizio dell’impresa e successivamente ogni anno.
Le operazioni d’inventario consistono in una verifica degli elementi attivi e passivi attuabile mediante:
- verifica delle quantità, svolta sia con conta fisica, sia in correlazione a quanto inserito contabilmente;
- una valorizzazione degli elementi attivi e passivi riscontrati che sia in accordo con quanto effettuato ai fini del bilancio. - INVENTARIO CONTABILE:
Inventario che, mediante un sistema di registrazioni e di scritture, consente di determinare in ogni momento la consistenza delle rimanenze dei diversi articoli in giacenza. - INVENTARIO DI FATTO (o fisico)
Si ha con l’enumerazione fisica dei beni presenti in magazzino. Questo inventario presuppone l’utilizzo di personale esperto che conosca bene la natura e la localizzazione dei beni in giacenza nel magazzino.
Se durante l’inventariazione, l’attività dell’impresa continua, bisogna prendere degli adeguati accorgimenti per evitare possibili duplicazioni o omissioni dovute alla movimentazione dei beni.
Per i prodotti in corso di lavorazione, bisogna rilevare la quantità coinvolta nel processo di trasformazione alla fine dell’esercizio, e lo stadio in cui la lavorazione si trova. - DEBITI E CREDITI:
Debiti:
rappresentano obbligazioni a pagare ammontari determinati ad una data stabilita. Tali obbligazioni maturano con il passare del tempo o sorgono al verificarsi di un evento specifico. Nelle imprese mercantili ed industriali tali obbligazioni possono derivare, ad esempio, dall’acquisizione di beni e servizi, ottenimento di finanziamenti, debiti verso i soci, debiti tributari nei confronti dell’erario ecc..
E debiti sotto l’aspetto economico-aziendale, costituiscono fonti di finanziamento a breve, medio e lungo periodo. In particolare quelli di breve periodo si hanno nei confronti dei fornitori di beni o servizi, verso i dipendenti e con gli enti creditori per le contribuzioni. - CREDITI:
Sono costituiti dal diritto di esigere da clienti e altri terzi determinati ammontari in determinate scadenze.
In genere imprese manifatturiere e commerciali possiedono crediti commerciali costituiti dai corrispettivi delle cessioni di beni e prestazioni di servizi che rientrano nell’attività tipica dell’impresa. Nell’esercizio dell’impresa oltre alle vendite, ci sono altre operazioni che possono far sorgere dei crediti; ad esempio i depositi bancari rappresentano un credito nei confronti dell’istituti di credito, anche le vendite di attività come titoli, partecipazioni, attività immobiliari e simili, originano dei crediti di natura non commerciale. - RATEI E RISCONTI:
I ratei sono quote di costi o di proventi di competenza di più esercizi in parte già maturati nell’esercizio in corso (e nei precedenti) che hanno manifestazione numeraria negli esercizi successivi. Si parla di ratei attivi nel caso di proventi maturati in proporzione al tempo già trascorso, sono invece ratei passivi le quote di oneri maturati in proporzione al tempo già trascorso.
I ratei attivi e passivi rappresentano secondo il principio OIC 18, quote rappresentative di crediti e debiti in moneta.
I risconti sono quote di costi o proventi già sostenuti o conseguiti nell’esercizio ma di competenza anche dell’esercizio o degli esercizi successivi. Quelli attivi sono quote di costi da sospendere nell’esercizio in chiusura in proporzione al tempo non ancora decorso; quelli passivi sono quote di ricavi da rinviare al futuro.
La rilevazione dei ratei e dei risconti è necessaria per il rispetto del principio della competenza.
- REDDITO:
La legge non fornisce una definizione di reddito tassabile, si limita ad indicare le diverse categorie di reddito a tale fine rilevanti e le regole di tassazione che si applicano loro.
Il reddito tassabile è quindi un reddito complessivo, dato dalla somma algebrica dei redditi derivanti dalle varie categorie. Affinché un reddito sia tassabile è necessario che sia compreso in queste categorie e deve essere posseduto dal contribuente.
È un reddito netto in quanto è possibile dedurre anche gli oneri e le spese. È calcolato per ciascun anno, in quanto il periodo di imposta coincide con l’anno solare.
Le categorie di reddito individuate sono sei:
- redditi d’impresa
- redditi fondiario
- redditi di lavoro dipendente
- redditi di lavoro autonomo
- redditi di capitale
- redditi diversi
Per determinare l’imposta dovuta occorre per prima cosa determinare il reddito complessivo, poi individuare il reddito imponibile (si ottiene sottraendo al reddito complessivo gli oneri deducibili), calcolare l’imposta netta (applicando al reddito imponibile le aliquote progressive corrispondenti a diversi scaglioni e la sottrazione alla somma così ottenuta delle detrazioni, degli oneri detraibili e dei crediti d’imposta), infine bisogna calcolare le addizionali locali.
La somma da versare poi potrebbe essere diversa da quella così ottenuta in quanto bisogna scomputare anche le ritenute d’acconto subite, e gli acconti versati.
Basilea 2
ACCORDO di BASILEA 2: Riflessi sui rapporti tra le Aziende e le Banche.
Dal 1° gennaio 2007 entrerà in vigore l’”Accordo di Basilea 2”.
Trattasi di un accordo internazionale tra le Banche e le Autorità di vigilanza dei Paesi appartenenti al “G10” attraverso il quale il sistema del credito tra le Banche e le Aziende verrà profondamente modificato: le Banche potranno concedere CREDITO solo in relazione al livello di rischiosità che il cliente manifesta.
In sostanza le Banche prima di concedere prestiti e fidi dovranno sottoporre a valutazione le situazioni economiche-patrimoniale dei clienti con l’obiettivo di valutare l’affidabilità, la solvibilità e le garanzie offerte attraverso i cosiddetti “Rating”.
Il Rating è la valutazione che effettua la Banca per decidere se concedere o meno il prestito.
Attraverso il ”rating” la Banca, dopo aver fatto una particolare analisi dei dati contabili e patrimoniali delle aziende, esprime un giudizio circa il rischio di credito proprio di ogni affidamento e decide se concedere o meno il credito.
Le analisi che si effettueranno sono le seguenti:
Analisi quantitativa: per valutare la solvibilità dell’Impresa, la capacità reddituale e il grado di equilibrio della struttura finanziaria. Queste informazioni potranno essere desunte dal Bilancio che dunque dovrà essere sempre più trasparente e in grado di rispecchiare la reale situazione dell’Impresa.
Analisi qualitativa: per studiare la qualità del management, la storia dell’Azienda, il settore di operatività, la quota di mercato, ecc.
Analisi andamentale: si valuterà il comportamento che L’Azienda ha avuto con la Banca stessa e con il sistema bancario italiano; si andranno a evidenziare gli scoperti di conto corrente, i ritardi nei pagamenti delle rate, gli effetti insoluti, ecc.
Particolarmente importante sarà dunque l’analisi condotta sul Bilancio d’esercizio delle Aziende in quanto, attraverso la costruzione di particolari margini ed indici, si delineerà la situazione economico-patrimoniale e finanziaria dell’Impresa.
Di seguito si riportano alcuni esempi indicativi degli indicatori oggetto di valutazione da parte delle Banche:
Indicatore Valutazione delle Banche
Rapporto tra patrimonio netto ed il totale dello stato patrimoniale attivo riclassificato Non dovrebbe essere inferiore al 25%
Indice di indebitamento(rapporto tra le passività ed il patrimonio netto) Più alto è l’indice e più l’azienda è sottocapitalizzata
Rapporto tra debiti verso banche e fatturato Non dovrebbe superare 1/3 del fatturato
Cash flow (utile netto + ammortamenti sul totale dell’attivo dello stato patrimoniale Deve essere superiore al 4,5%
Margine operativo lordo (valore della produzione – costi industriali – c. commerciali – c.amministrativi - c. del lavoro – canoni leasing Rispetto al fatturato dovrebbe essere pari a 7-8%
A seguito di questa evoluzione, le Aziende dovranno fornire sempre più dati ed informazioni alle Banche.
L’elemento cardine per le Imprese diventa quindi la trasparenza, si dovrà cioè creare un sistema di comunicazione efficiente con le Banche; il Bilancio dovrà essere corredato e avvalorato con business plan, bilanci periodici, report direzionali, piani di sviluppo per diffondere l’immagine di un’Impresa che non abusa del credito bancario ed è in grado di generare un buon flusso di cassa.
Alla luce di quanto sopra esposto si ritiene che le Imprese non saranno penalizzate dal sistema di Rating perché la valutazione della linea di credito sarà più oggettiva anzichè soggettiva, ed inoltre le aziende saranno sicuramente incentivate a mantenere sotto controllo la propria struttura finanziaria.
Infine da taluni si è sostenuta addirittura la possibilità di cogliere nuove situazioni di vantaggio grazie alle valutazioni qualitative ed andamentali così da far apprezzare altri aspetti oltre a quelli puramente patrimoniali.
Civitanova Marche, li 01/12/2006