Indici di Bilancio

ANALISI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE - FINANZIARIA

INDICI DI COMPOSIZIONE DEGLI IMPIEGHI

Indice di rigidità degli impieghi = Att.immob./Cap.investito
Indice di elasticità degli impieghi = Att.corrente/Cap.investito

INDICI DI COMPOSIZIONE DELLE FONTI

Indice di autonomia finanziaria = Cap.proprio/Fonti
Indice di dipendenza finanziaria = Cap.di terzi/Fonti

Indice di indebitamento (leverage) = Cap.investito/Cap.proprio
Quoziente di indebitamento = Cap.di terzi/Cap.proprio
Quoziente di rigidità delle fonti = Cap.proprio + Pass.consolidate/Fonti

ANALISI DELLA SOLIDITA’

Margine di struttura essenziale = Cap.proprio - Attivo immobilizzato
Quoziente di autocopertura delle immobilizzazioni = Cap.proprio/Att.immob.

Margine di struttura globale = Cap.proprio + Pass.consolidate - Att.immob.
Quoziente di copertura delle immob. = Cap.proprio + Pass.cons./Att.immob.

ANALISI DELLA SITUAZIONE DI LIQUIDITA’

Capitale circolante netto = Attivo corrente + Passività correnti
Quoziente di disponibilità = Attivo corrente/Passività correnti
Margine di tesoreria = Liq.immediate + Liq.differite - Passività correnti 0,00

GLI INDICI DI ROTAZIONE E DURATA

Rotazione del capitale investito = Ricavi netti di vendita/Cap.investito
Rotazione del capitale circolante = Ricavi netti di vendita/Att.corrente
Rotazione del magazzino = Ricavi netti di vendita/Disp.di magazzino

Durata media dei crediti = Crediti commerciali / Ricavi netti di vendita * 365
Durata media dei debiti = Debiti commerciali / Fatture di acquisto * 365
GLI INDICI DI REDDITIVITA’

ROE (Return On Equity) = Reddito netto d’esercizio / Capitale proprio
ROA (Return On Assets) = Redd.della gest. corr. + On.finanziari/Cap.investito
ROI (Return On Investments) = Redd.operativo/Cap.investito
ROD
(Return On Debts) = On.finanziari/Cap.di terzi
ROS (Return On Sales) = Redd.operativo/Ricavi netti di vendita

Voci di Bilancio

           brevi definizioni

         Nel caso delle società per azioni o a responsabilità limitata, è la sola garanzia offerta ai creditori.

Al momento della costituzione dell’azienda a comporre il patrimonio netto sono i versamenti dell’imprenditore e/o dei soci, successivamente può essere incrementato a seguito di operazioni quali il conseguimento di un utile che porterebbe alla costituzione di riserve di utile, aumenti di capitale, la costituzione di riserve vincolate (obbligate dalla legge)ecc… .

Dal punto di vista contabile si può definire il patrimonio una quantità di valori che permette il bilanciamento tra le attività e le passività: la regola attività=passività+patrimonio netto coincide infatti con quella del dare=avere ( il patrimonio netto assume significato nel momento in cui è associato alle attività e alle passività che lo generano e lo modificano).

Nello schema di stato patrimoniale dell’art. 2424 c.c. il patrimonio netto è il primo raggruppamento del passivo (lett. A) ed è suddiviso in varie voci. In particolare si possono distinguere:
- capitale: valore nominale delle azioni/quote sottoscritte all’atto della costituzione della società, modificato da eventuali aumenti o diminuzioni di capitale;
- riserve: possono essere di utile o di capitale; di utile se si originano dalla destinazione dell’utile di esercizio; di capitale se si formano conseguentemente ad operazioni straordinarie quali l’emissione di azioni ad un valore superiore alla pari;
- utile (perdita): esprime la variazione del patrimonio in base alla redditività della gestione.

- stato patrimoniale:l’insieme degli elementi che compongono il capitale di funzionamento, evidenzia i valori che concorreranno alla formazione dei redditi dei futuri esercizi;
- conto economico: evidenzia il risultato dell’esercizio e i componenti positivi e negativi che hanno concorso alla sua formazione;
- nota integrativa: espone tutta una serie di informazioni che permettono un migliore e più analitico esame dei valori espressi in bilancio;

Oltre a questi elementi, è prevista, a cura degli amministratori, la relazione sulla gestione, documento con cui gli amministratori forniscono ulteriori informazioni sull’andamento societario  nel suo complesso e nei vari settori in cui l’impresa ha operato.

Il legislatore ha fissato uno schema per i due prospetti contabili (stato patrimoniale e conto economico), mentre per la nota integrativa è previsto un contenuto minimale .

Il bilancio assume rilevanza ed ufficialità solo dopo l’approvazione dell’assemblea dei soci che deve essere convocata entro 120 giorni dalla data di chiusura dell’esercizio.

In base all’art. 2423 c. 2 c.c., il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio.

Costi: nella determinazione del risultato di esercizio, il termine costo è riferito all’acquisto dei fattori produttivi, della forza lavoro, dei materiali, del consumo di attività (es. ammortamento) e agli oneri necessari allo svolgimento aziendale (che siano finanziari, fiscali o straordinari). Inserita in questo contesto, la nozione di costo assume significato al momento del suo sostenimento.
Nel senso tecnologico si intende un consumo di fattori produttivi in vista di uno scopo utile.
Sotto l’aspetto tecnico-monetario, si intende il valore attribuito ai consumi dei fattori produttivi e con il termine costo della produzione la somma dei valori assegnati ai fattori produttivi consumati in una determinata operazione.

In base all’attività svolta dall’impresa esistono vari tipi di costo in base all’acquisto di:

- materie prime: materie che entrano nel ciclo di produzione di altri bene, transitano nel magazzino e vengono valutate nelle rimanenze a fine esercizio;
- materie sussidiarie: compongono in misura non prevalente il prodotto finito, sono valutante nelle rimanenze con gli stessi metodi delle materie prime;
- materie di consumo: materiali vari che non compongono il prodotto ma sono ausiliari alla sua produzione (es. oli combustibili ecc…) ;
- merci e prodotti: acquisti tipici delle aziende commerciali, rientrano nelle rimanenze di prodotti finiti.

La finalità del patrimoni netto p quella di esporre il patrimoni aziendale alla data di riferimento. Lo stato patrimoniale espone in maniera sintetica ma significativa le attività e le passività dell’impresa alla data di riferimento, evidenziando distintamente i componenti la cui conoscenza è essenziale per  comprendere e valutare la situazione dell’impresa.

I risconti  sono quote di costi o proventi già sostenuti o conseguiti nell’esercizio ma di competenza anche dell’esercizio o degli esercizi successivi. Quelli attivi sono quote di costi da sospendere nell’esercizio in chiusura in proporzione al tempo non ancora decorso; quelli passivi sono quote di ricavi da rinviare al futuro.

La rilevazione dei ratei e dei risconti è necessaria per il rispetto del principio della competenza.

Le categorie di reddito individuate sono sei:
- redditi d’impresa
- redditi fondiario
- redditi di lavoro dipendente
- redditi di lavoro autonomo
- redditi di capitale
- redditi diversi

Per determinare l’imposta dovuta occorre per prima cosa determinare il reddito complessivo,  poi individuare il reddito imponibile (si ottiene sottraendo al reddito complessivo gli oneri deducibili), calcolare l’imposta netta (applicando al reddito imponibile le aliquote progressive corrispondenti a diversi scaglioni e la sottrazione alla somma così ottenuta delle detrazioni, degli oneri detraibili e dei crediti d’imposta), infine bisogna calcolare le addizionali locali.
La somma da versare poi potrebbe essere diversa da quella così ottenuta in quanto bisogna scomputare anche le ritenute d’acconto subite, e gli acconti versati.