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	<title>Studio Consulenza d&#039;Impresa &#187; Irap</title>
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	<description>Commercialisti - Revisori Contabili</description>
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		<title>Nuove compensazioni delle imposte erariali</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 17:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Imposte Dirette]]></category>
		<category><![CDATA[Imposte Indirette]]></category>
		<category><![CDATA[Irap]]></category>

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		<description><![CDATA[Le regole operative da marzo 2011 IL LIMITE Divieto alla compensazione dei crediti fino a concordanza dell&#8217; importo dei debiti iscritti a ruolo, di ammontare superiore a 1.500 euro                                                            LE IMPOSTE ERARILI  Il divieto di compensare i crediti scatta in caso di debiti scaduti  iscritti a ruolo per imposte erariali, cioè Iva, Irpef, Ires, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le regole operative da marzo 2011</strong></p>
<p><strong>IL LIMITE</strong><br />
Divieto alla compensazione dei crediti fino a concordanza dell&#8217;<br />
importo dei debiti iscritti a ruolo, di ammontare superiore a 1.500 euro <br />
                                                         <br />
<strong>LE IMPOSTE ERARILI<br />
</strong> Il divieto di compensare i crediti scatta in caso di debiti scaduti<br />
 iscritti a ruolo per imposte erariali, cioè Iva, Irpef, Ires, Irap e le                           <br />
addizionali sui tributi diretti<br />
 <br />
<strong>PAGAMENTI PARZIALI PER I DEBITI A RUOLO ANCHE NON SCADUTI</strong>                               <br />
E&#8217; ammesso il pagamento, anche parziale, delle somme iscritte a ruolo<br />
per imposte erariali e relativi accessori mediante la compensazione<br />
dei crediti relativi alle stesse imposte<br />
 <br />
<strong>DEBITI SCADUTI<br />
</strong>Il divieto di compensare i crediti riguarda i debiti a ruolo a titolo<br />
definitivo, ex articolo 14, Dpr 602/1973, per imposte erariali e relativi<br />
 accessori, aggi e spese per l&#8217;agente della riscossione, e per i quali è<br />
scaduto il termine per il pagamento</p>
<p><strong>CARTELLE DI  PAGAMENTO NON DEFINITIVE</strong> <br />
Dal divieto alla compensazione dei crediti sono esclusi i debiti iscritti<br />
a ruolo, anche se scaduti, relativi ad accertamenti dell&#8217; Ufficio non<br />
ancora definitivi ( articolo 15, Dpr 602/1973 )</p>
<p><strong>VECCHIE COMPENSAZIONI LIBERE DA VINCOLI<br />
</strong>I contribuenti che eseguono la compensazione “vecchia” o “interna”<br />
sono esclusi da qualsiasi divieto. Restano perciò “libere”, ad esempio<br />
le compensazioni «Iva da Iva», «Irpef da Irpef» e «Ires da Ires» </p>
<p><strong>SANZIONI DEL 50%   PER CHI “DRIBLA”  IL DEBITO</strong>                    <br />
Nei confronti del contribuente che, in presenza di debiti a ruolo<br />
scaduti, esegue compensazioni nel modello F24, si applica la<br />
sanzione del 50% dell&#8217;importo dei debiti iscritti a ruolo per imposte<br />
erariali e accessori e per i quali è scaduto il termine di pagamento,<br />
fino a concorrenza dell&#8217;ammontare indebitamente compensato        </p>
<p><strong>LA LITE BLOCCA LA SANZIONE DEL 5O%<br />
</strong>E&#8217; esclusa la sanzione fino al momento in cui è pendente una<br />
contestazione giudiziale o amministrativa, fermo restando che la<br />
sanzione non potrà comunque essere superiore al 50% di quanto<br />
indebitamente compensato                                            </p>
<p>Fonte Il Sole 24 ore</p>
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		<title>Attività professionale &#8211; Presupposto impositivo</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 15:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Irap]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ applicabile a professionisti e lavoratori autonomi, ma solo se questi sono dotati ti un’autonoma organizzazione (Corte Costituzionale, Sentenza 156/2001). Da questo principio discende anche quello enunciato dalla Cassazione nella sentenza in esame, secondo cui l’iscrizione ad un Ordine professionale protetto non implica l’esenzione da Irap per i soggetti che svolgono professioni intellettuali, ma non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoBodyText"><font face="Times New Roman">E’ <strong>applicabile </strong>a <strong>professionisti </strong>e <strong>lavoratori autonomi</strong>, ma solo se questi sono dotati ti un’<strong>autonoma organizzazione </strong>(Corte Costituzionale, Sentenza 156/2001).</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoBodyText"><font face="Times New Roman">Da questo principio discende anche quello enunciato dalla Cassazione nella sentenza in esame, secondo cui l’<strong>iscrizione</strong> ad un <strong>Ordine professionale</strong> protetto <strong>non implica </strong>l’<strong>e<em>s</em>enzione</strong> da Irap per i soggetti che svolgono professioni intellettuali, ma <strong>non</strong> rappresenta nemmeno l’<strong>unico presupposto</strong> sufficiente per l’assoggettamento all’imposizione.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoBodyText"><font face="Times New Roman">Occorre, infatti, che l’attività del professionista sia <strong>autonomamente organizzata</strong> – considerate anche le modifiche introdotte agli artt. 2 e 3, D.Lgs. 15.12.1997, n. 446 da parte dell’art. 1, D.Lgs. 10.4.1998, n. 137 – vale a dire che presenti un <strong>contesto organizzativo</strong> anche <strong>minimo</strong>, costituito dall’impegno di <strong>capitali </strong>e <strong>lavoro altrui</strong>, che <strong>potenzi </strong>l’<strong>attività intellettuale </strong>del singolo.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoBodyText"><font face="Times New Roman">Infatti, il<strong> valore aggiunto</strong> che presenta l’oggetto dell’imposizione deve derivare dal <strong>supporto </strong>fornito all’attività del professionista da una <strong>struttura </strong>referibile alla composizione dei <strong>fattori produttivi</strong>, <strong>funzionale </strong>all’attività del titolare.</font></p>
<p><font face="Times New Roman"> </font><strong><em><font face="Times New Roman"> </font></em></strong><strong><em><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'">Corte di Cassazione, Sez. trib., Sentenza 9.7 – 16.102009, n. 21989/09</span></em></strong></p>
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		<title>Professionisti e IRAP, presupposto impositivo &#8211; indagine di fatto</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 08:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Irap]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francoerrico.it/blog/archives/45</guid>
		<description><![CDATA[Al fine di determinare il tratamento IRAP applicabile al caso di un medico che, pur essendo in pensione, ha continuato ad esercitare la professione sostituendo occasionalmente dei colleghi avvalendosi di studio e ortanizzazione dei medici di volta in volta sostituiti, è necessario effettuare una complessa indagine di fatto per individuare se sussistano gli elementi da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al fine di determinare il <strong>tratamento IRAP </strong>applicabile al caso di un medico che, pur essendo in pensione, ha continuato ad esercitare la professione sostituendo occasionalmente dei colleghi avvalendosi di studio e ortanizzazione dei medici di volta in volta sostituiti, è necessario effettuare una <strong>complessa indagine di fatto </strong>per individuare se sussistano gli <strong>elementi</strong> da cui è <strong>desumibile </strong>la presenza del <strong>requisito </strong>dell&#8217;<strong>organizzazione</strong> (<strong>presupposto impositivo</strong> previsto dall&#8217;art. 2, D.Lgs. 15.12.1997, n. 446).</p>
<p>Al riguardo, l&#8217;Agenzia delle Entrate richiama la giurisprudenza e la prassi in materia: per la Corte Costituzionale (sentenza n. 156/2001) <strong>non</strong> sussiste il <strong>presupposto</strong> per l&#8217;applicazione dell&#8217;IRAP quando l&#8217;attività è svolta in <strong>mancanza di elementi di organizzazione. </strong>L&#8217;Amministrazione finanaziaria (R.M. 32/E/20002) ha precisato che tale mancanza è <strong>ravvisabile solo</strong> nelle attività di <strong>lavoro autonomo </strong>svolte <strong>occasionalmente </strong>e nelle <strong>collaborazioni coordinate e continuative.</strong>  Da ultimo per la Cassazione (sentenze nn. 3674, 3676 e  3677/2004) <strong>non </strong>si ritiene <strong>autonomamente organizzata </strong>l&#8217;attività per il cui svolgimento il contribuente si avvale di <strong>mezzi personali e materiali </strong>quali <strong>mero ausilio </strong>della sua attività.</p>
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