Contabilità irregolare: commercialista senza colpe
Contabilità irregolare per società di capitali: la Corte di Cassazione nega il trasferimento della responsabilità amministrativa sul commercialista
Le sanzioni amministrative tributarie stabilite in presenza di una contabilità irregolare sono imputabili alla società, anche quando essa sia tenuta dal commercialista. Questo è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, nell’ordinanza n. 3651 del 14 febbraio 2011, in relazione ad una controversia avente ad oggetto un accertamento induttivo a carico di una società di capitali, fondato sul presupposto della omessa dichiarazione dei redditi, dell’inattendibilità delle scritture contabili e dell’esito delle indagini bancarie sui conti di un socio. Ai sensi dell’art. 7 del D.L. n. 269/2003, infatti, le sanzioni relative al rapporto fiscale di società o enti con personalità giuridica sono esclusivamente a carico della persona giuridica.
Fonte: Il Sole 24 Ore
Contributi inps delle colf – Importi
La contribuzione per i collaboratori domestici anche stranieri per il 2009
| Retribuzione effettiva oraria | Retribuzione convenzionale |
Importo contributivo orario |
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Con Cuaf |
Senza Cuaf |
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| Fino a 7,17 euro | 6,36 euro | 1,33(0,32) | 1,33(0,32) |
| Oltre 7,17 euro e fino a 8,75 euro | 7,17 euro | 1,50(0,36) | 1,50(0,36) |
| Oltre 8,75 euro | 8,75 euro | 1,83 (0,44) | 1,83(0,44) |
| Orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali | 4,62 | 0,97(0,23) | 0,96(0,23) |
Nota: Il contributo Cuaf (Cassa unica assegni familiari) non è dovuto solo nel caso di rapporto di lavoro tra coniugi e tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi. La cifra tra parentesi è la quota contributiva a carico del lavoratore domestico
Moratoria dei debiti delle piccole e media imprese: cos’è e come funziona
Uno strumento fondamentale a disposizione delle imprese indebitate per superare la crisi economica.
Finalmente le piccole e media imprese, debitrici verso banche, hanno una concreta e vantaggiosa possibilità di ritardare i loro pagamenti e tirare avanti in questo modo fino alla ripresa dell’economia.
Possono infatti posticipare, senza conseguenze finanziarie o legali, il romborso dei mutui e dei canoni di leasing, anche se solo per la parte di capitale (con esclusione quindi degli interessi, che andranno regolarmente pagati alle scadenze pattuite). Rientrano nella suddetta sospensione delle scadenze contrattuali di rimborso pure i finanziamenti presi sotto forma di anticipo su fatture o su altri crediti.
Ma andiamo con ordine e vediamo come funziona l’”Avviso comune” firmato il 3 agosto 2009, da ben 15 soggetti compreso le varie Conf (Confcommercio, Confartigianato, ecc…) in rappresentanza delle imprese, ma soprattutto del Ministero dell’economia e delle finanze e dell’ABI, che sono Enti chiamati a sovraintendere e monitorare l’applicazione dell’Avviso.
Avviso che, diciamolo subito, ha una valenza esclusivamente volontaria per le banche, nel senso che esse sono libere di aderire o meno all’accordo, senza nessun obbligo di sorta. E’ per questo che il Ministro Tremonti sta pensando ad una sorta di premio, sotto forma di sgravio fiscale per le perdite da svalutazione crediti, da elargire alle banche che avranno aderito all’iniziativa, sia pure subordinando alla concreta attuazione della moratoria stessa.
La sospensione dei debiti delle imprese opera come segue:
Imprese interessate
- la piccole e medie imprese così come definite dalla normativa comunitaria, ovvero le imprese con:
- meno di 250 dipendenti ed un fatturato minore di 50 milioni di euro
oppure con
- un attivo di bilancio fino a 43 milioni di euro
- Le imprese che alla data del 30.09.2008 erano “in bonis” presso le banche, cioè le imprese non considerate ad “incaglio”, “past-due”, “in ristrutturazione” o peggio ancora, “in sofferenza”.
- Le imprese che al momento della presentazione della domanda di moratoria non hanno:
- procedure esecutive
- una classificazione del loro credito bancario come “ristrutturato” o “in sofferenza” (l’eventuale classificazione ad “incaglio” non è, invece, ostativa alla presentazione della domanda)
- Le imprese con rate scadute, oppure scadute ma da non più di 180 giorni alla data di presentazione della domanda (non sono cioè imprese da classificare in “past-due”).
Caratteristiche della presentazione della domanda
- Per le rate dei mutui, la moratoria dei debiti (ovvero la posticipazione dei pagamenti) opera per 1 anno sulla sola quota capitale. Le rate di capitale possono quindi essere pagate dopo un anno dall’unica scadenza annuale o dopo un analogo periodo in caso di frazionamento annuale dei rimborsi (quindi con traslazione di un anno del piano di ammortamento), ma alle scadenze originarie vanno comunque pagate le rate per la parte di quota di interessi.
- Per i canoni di leasing, la moratoria opera per 1 anno nel caso di leasing immobiliare, per 6 mesi nel caso di leasing mobiliare. Anche in questo caso la sospensione riguarda la sola quota capitale implicita dei canoni.
- Per gli anticipi su fatture o su altri crediti “certi ed esigibili”, l’allungamento del credito a breve permette alla scadenza di arrivare fino a 270 giorni.
- Le banche, in virtù della sospensione, non possono applicare o chiedere:
- aumenti dei tassi di interesse rispetto a quelli indicati nel contratto originario (pertando rimangono in essere i tassi concordati e la periodicità contrattuale)
- interessi di mora
- commissioni o spese di istruttoria, salvo il rimborso di eventuali spese vive sostenute dalla banca nei confronti di terzi e da documentare adeguatamente ai clienti
- garanzie aggiuntive
La domanda per le imprese per la moratoria
- Le imprese interessate possono presentare fino al 30 giugno 2010 domanda per la sospensione dei pagamenti.
- la domanda va presentata alle banche che hanno aderito all’iniziativa, cioè a quella che hanno fatto la relativa comunicazione all’ABI, impegnandosi a rendere effettiva l’adesione entro 45 giorni dalla comunicazione stessa.
- Le banche che ricevono la richiesta di moratoria sono tenute a fornire una risposta alla eimprese istanti entro 30 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda completa di tutti i documenti
- E’ previsto un iter facilitato per le imprese che, al momento di presentazione della domanda, si trovino ancora in “bonis” e senza ritardi di pagamenti: per queste la domanda è approvata in automatico, salvo esplicito motivato rifiuto della banca.
Finanziamenti per la patrimonializzazione dell’impresa
Le banche aderenti alla moratoria sono anche obbligate a realizzare un finanziamento specifico a favore delle imprese che intendono attuare al loro interno un processo di rafforzamento patrimoniale (ovvero che intendono aumentare il capitale proprio, mediante versamenti di soci). Il finanziamento suddetto potrebbe consistere nell’erogazione di un importo multiplo del capitale effettivamente versato dai soci a rafforzamento della solidità aziendale. Per es. nel caso di versamento - vero e non fittizio – da parte dei soci di 20.000 euro di capitale, le banche potrebbero erogare un finanziamento di euro 68.000 euro (pari cioè a 3 volte l’aumento di capitale proprio dell’impresa).
Cancellazione di ipoteche immobiliari, trasmissione telematica delle comunicazioni
Il provvedimento, in vigore dal 14.10.2007 (definisce modalità e specifiche teccniche)
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cancellazione ipoteche immobiliari
relative alla forma e alla trasmissione telematica della comunicazione di cui all’art. 13, co. 8-septies, D.L. 31.1.2007, n. 7, conv. con modif. con L. 2.4.2007, n. 40, che il creditore è tenuto a trasmettere al conservatore dei registri immobiliari al fine della cancellazione delle ipoteche a garanzia dei mutui concessi da soggetti esercenti attività bancaria o finanziaria, ovvero da enti di previdenza obbligatoria.
A decorrere dal 5.11.2007 sarà attivata una fase sperimentale per la trasmissione per via telematica (conformemente alle specifiche tecniche di cui all’Allegato A del provvedimento) della comunicazione citata in regime di facoltatività, mentre dall’1.3.2008 la comunicazione sarà trasmessa dal creditore al responsabile del competente servizio di pubblicità immobiliare esclusivamente per via telematica.
Il provvedimento, inoltre, fissa le modalità di verifica della provenienza delle comunicazioni trasmesse telematicamente e di gestione dell’irregolare funzionamento del servizio di trasmissione telematica.
Flotte – Auto Aziendali
- Definire il budget di flotta:
normalmente un flotta è già presente in azienda, per cui si può iniziare dalla situazione di budget esistente. Un buon budget deve prevedere tutte le voci di spesa, incluse quelle non esplicite come il costo dei sinistri e del personale interno. il budeget è fondamentale per definire il modello organizzativo e i modelli di auto;
- Creare/aggiornare la car policy:
la “car policy” è la madre di tutte le spese di flotta, perchè definisce i contenuti ( i veicoli, i diritti a ottenerli), le regole di comportamento, il coinvolgimento economico dei driver nei casi di extra-costi. Un’azienda con una cattiva “car policy” spreca risorse e rinucnia all’efficienza per una mal concepita semplificazione;
- Definire il modello di Acquisto:
le quattro opportunità per acquisire una flotta sono sempre le stesse: acquisto in proprietà, leasing finanziario, noleggio a lungo termine full o con scorpore di alcuni servizi. La rinuncia al NLT è comunque da sconsigliare, perchè significa rinunciare a efficienze difficilmente ottenibili dalle società che propongono una gestione separata di servizi come bollo e assicurazione, pneumatici, carroattrezzi, ecc… ;
- Definire il modello di amministrazione:
il modello di amministrazione di flotta è strategico soprattutto per le flotte oltre i 30-50 veicoli, le cui complessità gestionali impongono una struttura organizzativa non banale. la scelta è fra amministrazione interna e amministrazione affidata a un fleet administrator specializzato;
- Definire il database di amministrazione e reporting:
oltre certi livelli dimensionali è impensabile una gestione di flotta basata su un banale foglio di Excel. Le tre soluzioni più gettonate sono il ricorso ai report dei noleggiatori, l’acquisto di un software gestionale di flotta, l’utilizzo dei sistemi e dei report di un fleet amministrator;
- Fissare i requisiti dei capitolati di fornitura:
i contratti standard di noleggio, assicurazione, fuel card ecc. di solito vanno bene. Ma alcune clausole sono sfacciatamente pro-fornitore e garantiscono all’azienda l’assunzione nel tempo di una serie di extra-costi. Per sistemare i capitolati è opportuno il coinvolgimento di un consulente fleet;
- Definire il modello assicurativo:
l’assicurazione è un elemento del pacchetto di noleggio. Costa meno, però, un modello che preveda franchigie elevate. Per le flotte oltre 100 veicoli perde senso la copertura incendio&furto;
- Definire il modello di acquisto e amministrazione del carburante:
il carburante è la seconda voce di spesa di una flotta, con le aziende generalmente poco focalizzate sulla sua efficienza e ottimizzazione. La grande opportunità del momento sono le fuel card, che risolvono molti problemi e, contrariamente a quanto spesso di ritiene, non rappresentano un rischio di maggior spesa per l’azienda;
- Acquisire informazioni dettagliate sui noleggiatori:
tutti i noleggiatori sono bravi, sulla carta. Ma se operate in una certa città verificate il livello di soddisfazine di 4-5 aziende nella vostra area. I capitoli da verificare sono bilanci, funzione commerciale e post-vendita, efficienza del numero verde, procedure di sostituzione veicoli, ecc. ;
- Mettere in gara i noleggiatori:
sempre meglio comprare da un amico, che al momento del bisogno sa chiudere un occhio. Ma meglio in ogni caso fare benchmarking, cioè verificare periodicamente (o puntualmente) dove si trovano i migliori prezzi del mercato. Senza la presunzione di poter fare a meno di un buon consulente fleet.